La nostra storia

L’Istituto Vittoria Razzetti Onlus è un’organizzazione non profit che opera nella città di Brescia nell’ambito dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, attraverso servizi ed attività aperte a minori, giovani e famiglie.

La struttura nella quale operiamo è parte integrante del quartiere che si sviluppa intorno a via Milano, che nel corso degli ultimi tempi ha visto il modificarsi del proprio tessuto sociale e urbano con un progressivo aumento di famiglie italiane e soprattutto straniere, molte delle quali in condizioni di disagio socio-economico.

Vittoria Razzetti

Le origini

Il Razzetti vanta oltre 100 anni di attività.

Deve il suo nome a Vittoria Razzetti, “figlia del popolo” vissuta a cavallo tra i due secoli, messa a servizio di una famiglia del cremonese ma desiderosa di farsi suora. Le precarie condizioni di salute e una particolare predisposizione ad una “maternità più ampia”, così come intuito da suor Maria Crocifissa di Rosa, fondatrice delle Ancelle della Carità e sua maestra, fecero di lei una ancella laica. Vittoria dedicò ogni energia alla cura delle domestiche prima, e dei bambini privi di una famiglia poi. Come promesso da Santa Crocifissa, ella fu aiutata dalle Suore dell’Ordine nella gestione del suo progetto e da queste sostituita in seguito alla sua morte (1922).

Molte e documentate le vicissitudini dell’ente fino alla chiusura definitiva del 1981 (si veda ad esempio il testo L’Istituto Vittoria Razzetti di Brescia – schede di memoria e di archivio a cura di Aldo Lucchese).

Da allora e dopo un periodo di ripensamento durato fino alla fine degli anni ‘90, Il Razzetti si trova a riscoprire e riproporre il progetto iniziale, che conteneva un messaggio pedagogico innovativo per l’epoca: Vittoria, pur senza avere gli strumenti per teorizzare quanto osservato nella quotidianità, credeva infatti nel rapporto individuale e nel progetto sul singolo caso, idea che ci accompagna anche oggi.

Bianca Frigoli

Il sentiero di Bianca

Ci sono donne preziose che riescono a far star bene gli altri con la stessa naturalezza del respiro.
Una di queste è Bianca Frigoli che, con tenacia, ha tessuto relazioni, intrecciato percorsi di vita e superato confini che sembravano invalicabili.

Arriva alla Fondazione Razzetti per coordinare un progetto a sostegno di mamme in difficoltà, raccogliendo l’eredità di Vittoria Razzetti che a fine Ottocento aveva fondato la prima casa di accoglienza. Dirige l'Istituto tra il 2001 e il 2022.

Professionista eclettica e creativa, coraggiosa e dinamica, si adopera per trasformare un luogo di dolore in uno spazio dove, come ama ripetere, “ognuno sceglie i propri colori“.
Negli anni, rende il Razzetti un centro all'avanguardia, riconoscibile come accogliente e solidale.

Numerosi i progetti innovativi ideati e realizzati: l’Asilo nido, i percorsi di accoglienza e alfabetizzazione (Le parole per raccontarmi e Donne senza frontiere) e i L.A.R.A.. A seguire l'avvio delle comunità diurne per adolescenti femmine (Posto QB e WIP), gli alloggi per l’autonomia per neomaggiorenni, fino al tempo per le famiglie La Tana dei Cuccioli.